Coronavirus, 5 milioni di casi nel mondo. L’Oms: «La strada è ancora lunga» – Corriere della Sera
Coronavirus, 5 milioni di casi nel mondo. L'Oms: Coronavirus, 5 milioni di casi nel mondo. L'Oms:

Cinque milioni. questo, il numero dei contagi da coronavirus nel mondo, stando ai dati della Johns Hopkins College. Il numero delle morti causate dal virus al momento 328.172.

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Dall’Oms, intanto, arrivato un allarme generale . Nelle ultime 24 ore, ha detto il direttore generale dell’Agenzia dell’Onu Tedros Adhanom Ghebreyesus ne sono stati registrati 106.000, il numero pi alto in un solo giorno dall’inizio della pandemia. E due terzi di questi sono stati rilevati in soli quattro Paesi. Il direttore non li ha nominati ma in giornata sono arrivati numeri allarmanti dal Brasile, un file di 17.408 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, Usa e Iran. La strada ancora lunga, hanno ribadito Ghebreyesus e i suoi invitando a tenere alta la guardia soprattutto adesso che le misure di lockdown si stanno allentando un po’ ovunque

Gli Stati Uniti restano il Paese pi colpito con 1.551.853 di casi e 93.439 morti dall’inizio dell’emergenza sanitaria partita dalla Cina. Il presidente Donald Trump tornato a criticare duramente la Cina per la gestione dell’emergenza coronavirus, affermando che il gigante asiatico avrebbe potuto contenere la piaga e alza i toni lasciando intendere che il chief cinese Xi Jinping sia dietro a una campagna di disinformazione. Il portavoce (del ministero degli Esteri di Pechino) parla in modo stupido a nome della Cina, cercando disperatamente di spostare l’attenzione dal dolore e dalla carneficina che il loro Paese ha esteso a tutto il mondo – ha twittato il presidente americano, denunciando disinformazione e un attacco di propaganda in Europa e Stati Uniti, considerato una disgrazia. Parte tutto dall’alto, ha incalzato con un riferimento a Xi. Avrebbero potuto contenere la piaga facilmente, ma – ha aggiunto – non lo hanno fatto. In un altro tweet il tycoon afferma che la Cina sta portando avanti una massiccia campagna di disinformazione in un tentativo disperato di veder vincere l’ex vicepresidente Joe Biden alle elezioni di novembre in modo da poter continuare a fregare gli Stati Uniti, come hanno fatto per decenni, fin quando sono arrivato io!.

Tuttavia, secondo un rapporto compilato dalla dal laboratorio di ricerca indipendente APM e pubblicate ieri con il titolo Colour of Coronavirus, il divario etnico continua a peggiorare, con gli ultimi dati che mostrano come gli afroamericani siano morti quasi tre volte in pi rispetto al tasso di mortalit dei bianchi. In tutto il Paese, gli afroamericani sono morti al ritmo di 50,Three per 100.000 persone, rispetto a 20,7 per i bianchi, 22,9 per i latini e 22,7 per gli americani asiatici. Pi di 20.000 afroamericani— circa uno su 2.000 dell’intera popolazione nera negli Stati Uniti — sono morti a causa della malattia. In fondo alla classifica degli Stati Usa, il Kansas, dove i residenti neri stanno morendo a un tasso sette volte maggiore rispetto ai bianchi. A contribuire, le disparit sociali, il minor accesso alle treatment sia durante la pandemia che prima e una maggiore vulnerabilit fisica al virus, a causa di malattie precedentemente trascurate.

A preoccupare anche il Brasile, dove i morti sono 18.859 i morti, 888 in pi rispetto al numero di decessi registrati nelle precedenti 24 ore. Il numero complessivo di contagi, sommando i dati forniti dai dipartimenti della Salute degli stati, salito advert almeno 291.579 casi, 19.951 in pi rispetto a quelli registrati 24 ore precedenti. La maggior parte dei decessi, 5.363, sono stati registrati nello stato di San Paolo dove il numero di casi salito a 69.859. Il Brasile stato il primo Paese dell’America latina a registrare un caso di contagio e in termini assoluti quello con i numeri pi alti in quanto a persone infette e decedute nella regione (segue il Per). A contribuire le politiche del presidente Jair Bolsonaro, che ha pi volte denunciato esagerazioni da parte della stampa, difeso la necessit di combinare la lotta all’emergenza sanitaria con la difesa dell’occupazione, contrastando il lockdown deciso da molti governatori. Il chief brasiliano ha anche spinto per l’uso del farmaco antimalarico clorochina nei pazienti sin dai primi sintomi della malattia. Una posizione che ha portato alle dimissioni di due ministri della Salute, Luis Henrique Mandetta e Nelson Teich. E che non trova alcun riscontro nella ricerca scientifica.

In Europa occhi puntati sulla Svezia, dove la strategia comfortable ha fallito. Il Paese scandinavo diventato quello con il tasso di mortalit tra i pi alti del mondo – 6,08 per milione di abitanti – davanti alla Gran Bretagna (5,57), Belgio (4,28), Stati Uniti (4,11) e Italia (3), almeno stando ai dati, elaborati dal sito di ricerca Our World in Information che si riferiscono soltanto all’ultima settimana, dal 12 al 19 maggio. Nel corso di tutta la pandemia sono Belgio, Spagna, Italia, Gran Bretagna e Francia a detenere il triste primato. Per questo Anders Tegnell, l’epidemiologo che ha convinto il governo di Stoccolma a non chiudere il Paese nemmeno per un giorno e advert affidarsi al senso di responsabilit della popolazione ha criticato i dati bollandoli come fuorvianti perch basati solo su una settimana. La Svezia ha tenuto aperte le scuole per i bambini di et inferiore ai 16 anni, insieme a caff, bar, ristoranti e aziende limitandosi advert esortare le persone a rispettare le linee guida sul distanziamento sociale. Secondo la Johns Hopkins College advert oggi ha registrato 31.523 contagi e 3.831 morti. Numeri assai pi elevati dei vicini Danimarca e Norvegia che invece hanno adottato strategie di lockdown in linea con il resto d’Europa. La battaglia contro il Covid-19 una maratona, ha dichiarato il premier svedese Stefan Lofven difendendo le scelte del suo governo che, ritiene, sulla lunga distanza, si riveleranno pi efficaci del blocco totale. facile imporre il lockdown, pi difficile toglierlo, l’opinione di Tegnell secondo il quale per la popolazione pi complicato seguire delle raccomandazioni quando un giorno ti viene detta una cosa e il giorno dopo un’altra.

21 maggio 2020 (modifica il 21 maggio 2020 | 14:15)

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