Le piante mangia smog: quali sono (anche per i parchi cittadini) – Corriere della Sera

Le piante mangia smog: quali sono (anche per i parchi cittadini)Le piante mangia smog: quali sono (anche per i parchi cittadini)


Quando si dice “polmone verde” la metafora molto, molto vicina alla realt: le piante sono i migliori filtri dell’aria che respiriamo, al chiuso e all’aperto, e proprio aumentando gli spazi verdi potremmo vivere meglio in casa e nelle nostre citt: lo sottolineano gli esperti della Societ Italiana di Medicina Ambientale (https://www.simaonlus.it/), che hanno appena stilato l’elenco delle piante migliori da scegliere per gli ambienti indoor e per i parchi e i viali urbani.

Le piante da scegliere al chiuso

L’aria che respiriamo negli ambienti chiusi non un granch, ormai lo sappiamo: ci si concentrano inquinanti dall’esterno e altri ne produciamo con le attivit indoor. Come “ripulirla” allora in maniera semplice ed efficace? Alla domanda ha cercato di rispondere perfino la NASA, attraverso studi iniziati negli anni ‘80: di ambienti chiusi, fra shuttle e stazione spaziale, di certo se ne intendono e gi allora le piante sembravano la soluzione migliore, almeno sulla Terra. Oggi chiaro che alcune specie sono vere e proprie ‘mangia-veleni’ che rinnovano l’ossigeno e depurano l’aria, come spiega Alessandro Miani, presidente SIMA: La scienza ne consiglia una, anche di piccole dimensioni, ogni dieci metri quadrati a eccezione della camera da letto (durante la notte infatti le piante emettono anidride carbonica, per precauzione quindi meglio non tenerle dove dormiamo, ndr). Le migliori sono la sansevieria lo spatifillo, il ficus benjamin, la dracena ovvero il tronchetto della felicit, la palma da datteri nana, l’edera, l’anturio e la felce di Boston. Queste piante sono adatte agli ambienti chiusi perch oltre a rimuovere bene vapori chimici e ad avere un buon tasso di traspirazione sono anche relativamente semplici da gestire e resistenti agli insetti.

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Lo smog nascosto in casa: il 95% degli inquinanti si trova in ambienti chiusi
Siamo davvero al sicuro in casa?
In citt

Anche negli spazi urbani le piante sono fondamentali, perch oltre ad abbellire le strade migliorano l’ambiente: grazie alle loro chiome combattono il calore (ogni albero rinfresca quanto 5 climatizzatori) e sono soprattutto filtri naturali dell’aria, come spiega Miani: Tramite le foglie e le superfici della pianta una grande quantit di particolato presente nell’aria trattenuto e poi reso innocuo dal metabolismo vegetale, che assorbe, rimuove e poi rende inerti gli inquinanti gassosi. Il processo di neutralizzazione degli inquinanti si conclude poi grazie agli organismi che vivono nella terra, a contatto con le radici. L’Istituto di biometeorologia del CNR di Bologna ha compiuto approfonditi studi sulla mitigazione del clima urbano attraverso l’utilizzo delle alberature in citt, stilando una classifica dei pi efficienti: il bagolaro ha le migliori prestazioni contro le polveri sottili insieme a olmi, ippocastani e aceri, mentre il tiglio selvatico, il biancospino e il frassino sono i pi efficaci per assorbire l’anidride carbonica e invece eleagno, ligustro e viburno lucido accumulano bene il piombo nelle foglie. In generale, le specie che resistono meglio al forte inquinamento urbano sono quelle autoctone e della flora locale. Cinquemila piante in un anno assorbono 228 chili di PM10, pari alle emissioni di oltre mille macchine che percorrono 20mila chilometri in un anno. Alberi e siepi messe a dimora nelle nostre citt sono in grado di migliorare il microclima e ridurre l’uso dei combustibili fossili di circa 18 chili all’anno per ciascun albero.

La natura che fa bene

L’esperto sottolinea anche che oltre ai vantaggi sull’ambiente e sulla salute la natura offre anche benefici tangibili a livello fisiologico, tali da migliorare qualit della vita e la salute non solo perch respiriamo meglio, ma perch per esempio quando siamo nel verde si abbassano pressione sanguigna, frequenza cardiaca, cortisolo (l’ormone dello stress). L’uomo ha un innato desiderio di stare a contatto con la natura, si chiama biofilia, dice Miani. Stare in un ambiente naturale ci procura benessere e cos progettare in chiave green, realizzando ambienti ricchi di verde e costruiti in materiali naturali, riduce il rischio di stress e quindi di malattie cardiovascolari e disturbi psichici. I benefici sono innumerevoli: nelle scuole in cui le aule sono ben illuminate da luce naturale l’apprendimento pi veloce; se sul luogo di lavoro c’ un contatto anche solo visivo con la natura i dipendenti sono pi produttivi; i pazienti ricoverati che dalla finestra della loro stanza possono vedere un panorama naturale hanno una degenza inferiore di circa il 10 per cento rispetto ad altri degenti senza la stessa visuale, conclude l’esperto.

15 febbraio 2020 (modifica il 15 febbraio 2020 | 11:18)

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