Samsung The Sero: qual è il senso di un Tv che si vede (anche) in verticale – HDblog

I giovani non guardano la Tv. O perlomeno, la guardano meno rispetto a i loro coetanei di qualche anno fa. Nell’era dello streaming e della disintermediazione dei contenuti non serve necessariamente un televisore per guardare film e video. Basta uno smartphone.

Non è un problema di per sé. Ma lo diventa se ti chiami Samsung e detieni oltre il 30% delle quote di mercato dei grandi schermi casalinghi. Da qui l’idea: un nuovo Tv, ma sarebbe più opportuno definirlo una nuova categoria di prodotto, per portare sul grande schermo contenuti verticali provenienti dai cellulari: le storie di Instagram, Facebook e Snapchat, tanto per cominciare, ma anche tutti quei contenuti, perlopiù social, che hanno un senso solo quando si tratta di scrollare con il pollice dal basso verso l’alto.

Si chiama The Sero ed è un Tv sviluppato ad hoc per (provare a) aggraziarsi le simpatie di tutta quella fascia di utenti che va dalla generazione Z ai millenial e che potremmo definire più in generale i consumatori del futuro. La sua peculiarità sta tutta o quasi nello schermo: che può orientarsi sia in modo tradizionale (ovvero in orizzontale) che in verticale.

UN SECONDO SCHERMO CHE SEGUE IL TELEFONO

In questo modo, ci spiegano i responsabili Samsung, il Tv riesce ad assolvere due funzioni: quella di un comune televisore per guardare i canali tradizionali e il cosiddetto second screen per proiettare a tutto schermo video, foto e quant’altro provenienti dal telefono. Il mirroring – la tecnologia che già da tempo permette di proiettare il contenuto di un cellulare sul grande schermo – si unisce a un sistema di orientamento motorizzato che di fatto consente la rotazione dello schermo da orizzontale a verticale così da garantire l’allineamento con tutti i formati del mondo mobile.

Il vantaggio per chi, oltre al The Sero, possiede uno smartphone Samsung è duplice: oltre alla trasmissione in tempo reale dei contenuti c’è l’abbinamento facilitato fra dispositivi (basta avvicinare il telefono al Tv per effettuare il pairing) e soprattutto la possibilità di replicare in parallelo i movimenti. In pratica: girando il telefono dalla modalità landscape a quella portrait, e viceversa, anche lo schermo del The Sero ne seguirà l’orientamento.

IL MONDO GIRA IN VERTICALE

Vien da chiedersi se i giovani abbiano davvero bisogno di un secondo (grande) schermo per allargare le proprie vedute o se tutto sommato siano contenti così, liberi di poter guardare quello che vogliono, quando vogliono e dove vogliono grazie all’ubiquità del proprio smartphone e delle proprie connessioni mobili. A questo dubbio, legittimo, Samsung risponde che una cosa non esclude l’altra, e che lo smartphone – per quanto evoluto – ha dei limiti oggettivi: un conto è guardare un video di YouTube su un display da 5-6 pollici e un paio di speaker da un paio di watt, altra cosa è farlo su uno schermo QLED da 43 pollici con uno speaker da 60 Watt.

C’è poi un altro aspetto da considerare, ed è il dato statistico: secondo il Mobile Overview Report (MOVR’s), gli utilizzatori di smartphone tengono il telefono verticalmente per il 94% del tempo; un altro studio, firmato ADnews, fa inoltre notare che il 70% dei millenials non gira lo smartphone in orizzontale quando guarda un video sul proprio telefono. E non lo fa nemmeno quando si tratta di registrare video personali.

PREZZO E LIMITI NON PASSANO INOSSERVATI

Il limiti di The Sero sono semmai altrove. Nel prezzo, innanzitutto, che è di circa 1.500 euro, un cartellino un po’ salato per un Tv destinato ai giovani e giovanissimi; ma, tant’è, la novità si paga, soprattutto se – come in questo caso – non esistono alternative sul mercato. Ci sono poi i limiti legati alla compatibilità con gli smartphone non Samsung: il mirroring è concesso ovunque (anche su iOS, tramte AirPlay) non altrettanto l’abbinamento one-touch, né tantomeno la possibilità di orientare il Tv parallelamente al telefono.

Ci si chiede poi come mai Samsung non abbia deciso di equipaggiare il suo primo tv verticale con alcuni accessori mutuati proprio dal mondo mobile. La presenza di una fotocamera frontale integrata, ad esempio, magari corredata da un software per il tracking automatico come quello visto su certi dispositivi smart di ultima generazione, farebbe del The Sero un prodotto più interessante, soprattutto per le videochiamate.

Difetti di gioventù? Probabile. L’auspicio, in ogni caso, è che questo sia solo il primo capitolo di una nuova generazione di televisori pensati davvero per la convergenza.

CONCLUSIONI

Non è il solito Tv e nemmeno – come qualcuno ha azzardato – un telefono gigante. Samsung The Sero è piuttosto il tentativo, coraggioso, di trasformare la Tv in un oggetto più versatile e più vicino alle necessità degli smartphone-dipendenti. Portare i contenuti dal piccolo schermo del cellulare al grande schermo televisivo era già possibile, nessuno però aveva ancora pensato a un prodotto ad hoc per la trasposizione dei contenuti verticali.

Difficile dire ora se questo sia di per sé garanzia di successo, per capirlo bisognerà aspettare la tarda primavera (data prevista per l’inizio della commercializzazione) e soprattutto vedere che tipo di evoluzioni avrà questo prodotto nel futuro, anche sul piano delle funzionalità e del prezzo. Di certo siamo di fronte a un capitolo tutto nuovo e tutto da esplorare nella storia degli schermi casalinghi. Che potrebbe portare a un nuovo modello di fruizione mista fisso-mobile.

I giovanissimi continueranno a preferire lo smartphone per ovvie ragioni di portabilità, ma sapere di avere un companion iper-flessibile fra le mura domestiche potrebbe rendere la tv meno vecchia e ingessata.

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